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IL RICCIO RACCOLTO IN VIA LA SPEZIA A UDINE

Quando viaggio in auto, oltre a prestare attenzione alle regole del traffico (ovviamente) è mia abitudine spaziare con lo sguardo in ogni direzione nel timore che qualche animaletto attraversi improvvisamente la strada: un gatto, un uccello, un riccio, ecc (e, perché no, un cervo, un cinghiale...). 
I miei occhi perlustrano in lontananza  anche il manto stradale in cerca di animaletti eventualmente incidentati, feriti o morti. 
A rigore di logica, in strada non ci dovrebbero essere animali in difficoltà in quanto col nuovo Codice stradale italiano ogni conducente dovrebbe prestare soccorso in caso d' incidente da cui derivi danno ad un animale Leggi, ma siccome non è da fidarsi degli umani, la mia attenzione in aiuto degli animali non cesserà mai.

Non molto tempo fa, precisamente il 14 luglio scorso, mentre rincasavo di notte, in Via La Spezia, andando verso Godia, individuavo, quasi in mezzo alla carreggiata ma dalla parte della mia corsia, un grosso riccio. Si sa che nelle ore notturne, specialmente in assenza di illuminazione pubblica, tutto si complica. In quel momento, fortunatamente,  non c'era traffico ma, in lontananza, dietro a me, sta arrivando un'auto. In un lampo, metto le "4 frecce" e mi fermo accostando quasi a filo del riccio che era immobile. Passato il pericolo, apro la portiera. Sull'asfalto,  accanto al riccio, c'è del sangue ma non mi sembra che sia stato investito. Comunque, non riesco a capire se è vivo. Senza tanto perdere tempo, prendo la gabbietta per gatti e con un fazzoletto lo spingo dentro e via verso casa.  In meno di due minuti sono nell'autorimessa dove con gioia noto che il riccio è vivo. 

Lo controllo sommariamente. Non trovo sangue sul suo corpicino. Gli preparo un ambiente confortevole con della carta soffice e gli metto una scodellina con l'acqua e una con croccantini per gatti. Spengo la luce e rimango in silenzio per qualche minuto. Nel riaccenderla noto che il riccio si era rilassato esponendo il suo bel musetto (prima era arricciato). Lo lascio tranquillo. Più tardi (era ormai passata l'una di notte) avrei chiamato a chi compete la tutela degli animali selvatici, cioè la Provincia di Udine o direttamente il signor Zuliani gestore del Centro recupero fauna selvatica a Campoformido.
Poco prima delle 7 del mattino il signor riccio aveva dimostrato che male, male non stava. Aveva bevuto abbastanza e aveva mangiato metà dose di croccantini (precisamente otto di numero). Gli occhietti però non erano molto vispi. 
Al numero verde 800961969 della Provincia l'operatore mi risponde  che era lontano da Udine per un'emergenza e che avrebbe ritardato. Nel proporgli che avrei potuto portare personalmente il riccio al Centro di recupero di Campoformido, l'operatore provinciale fu subito d'accordo.
Le mani esperte del gestore, signor Zuliani (vedi foto), lo accolsero e io fui più tranquilla. Mi disse: <Ha un lieve rumore nel respiro per il trauma, ma se la caverà>
Firmai la consegna e me ne andai augurando al riccio buona fortuna.
  


                                                                                                                                                   

   

AGGIORNAMENTO AL 1.8.2014

Oggi, nella campagna nei pressi del Centro recupero,  il riccio  è stato liberato insieme ad altri ricci che Zuliani aveva allevato. Storia a lieto fine !!!



L'HO CHIAMATA "PALOMA"

Quando si dice i casi della vita!
Il 24 giugno  ero insieme a mamma, sorella e marito. Per andare a prenderci un caffè avevamo in mente tre possibilità: un bar in Viale Volontari della Libertà, un bar in Piazzale Osoppo e uno in Via San Daniele. Abbiamo optato per quest'ultimo. Ed è in questo bar, precisamente nell'area lastricata esterna, che si presentò subito il caso che il destino ci aveva voluto "abbinare" (in un altro bar ci sarebbe stato, forse, un altro "abbinamento") Fra i tavolini vuoti si spostava con difficoltà un piccione. Man mano che ci avvicinavamo lui si spostava verso i retro del bar con dei  voli brevi e a bassa quota. Voli faticosi e atterraggi barcollanti tanto da capire ben presto che una zampina, quella di sinistra, era ferita.
La barista ci raccontò che il piccione era da molto tempo in quelle condizioni e che lei gli dava da mangiare. Aggiunse che doveva trovare una soluzione perché certi clienti non erano contenti di quella presenza. 
Io, naturalmente, mi  offrii per provare a catturarlo e portarlo a casa, anche con la prospettiva di consegnarlo successivamente al gestore del Centro di recupero fauna selvatica della Provincia di Udine.
La gabbietta per catturarlo era in auto (la porto sempre per ogni evenienza). Qualche minuto di pazienza....  ecco, è dentro!!! Meno male altrimenti, che fine avrebbe fatto il piccione dal momento che la barista, alcuni giorni dopo, chiuse per ferie?
Portato a casa, l'ho messo nella voliera insieme a Colombella ma ho dovuto subito trasferirlo in un'altra gabbia in quanto la nostra colomba lo aggrediva. Stando da solo, il piccione si è subito sentito a suo agio: mangiava, beveva e si riposava.
Per far visionare le condizioni fisiche del piccione, pochi  giorni dopo ero a Campoformido, presso il Centro di recupero fauna selvatica della Provincia di Udine, gestito dal Signor Zuliani. il quale lo prese in consegna con la possibilità di riconsegnarmelo dopo un periodo più o meno lungo di osservazione (a quanto pare,  il piccione domestico non è considerato appartenente alla fauna selvatica e quindi un privato cittadino lo può detenere). Zuliani mi disse che non era possibile il recupero dell'arto e nemmeno l'amputazione. Comunque, qualche miglioramento, col tempo, lo avrebbe avuto. Aggiunse che molto probabilmente era una femmina e che per tale motivo veniva aggredita dalla mia colomba. Mi sembrò quindi opportuno chiamarla "Paloma".







AGGIORNAMENTO AL 9 AGOSTO 2014

Sono stata al Centro recupero fauna selvatica di Campoformido. Ho visto Paloma. Stava in una grande voliera insieme a tanti suoi simili. Non sarebbe stato giusto portarla via. Ciao Paloma, ogni tanto passerò a trovarti.





DIANA, 16 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA

E' una chiacchierona e brontolona Ad ogni spostamento, ad ogni salto non manca di farsi sentire con un mugugno. E quando le sto per dare da mangiare, il tono diventa stridulo, quasi isterico. E' solo scena, non è affamata (infatti mangia lentamente). Comunque, non si accontenta di due pasti giornalieri, periodicamente vuole dei contentini. Fin qui tutto abbastanza nella norma se non fosse che la notte, mentre si dorme, molto spesso ci chiama e ci tocca con la zampina (opportunamente senza unghie) per chiederci dei croccantini che, ovviamente, noi teniamo a disposizione sul comodino. 

Non le piacciono le nostre coccole e non le piace stare in braccio, piuttosto è lei che si struscia sulle nostre mani o sul  viso.
Le piace giocare e, in questa circostanza, diventa una vera belva, veloce e aggressiva. Se le capitasse di incontrare un animaletto, questo  non avrebbe scampo. Non per niente si chiama Diana! 
Ricordo quando saliva sul tetto della nostra casa e spostava le tegole in cerca dei nidi dei passerotti. Gattaccia tremenda!!! 
Quando dorme, però, diventa un angioletto. 
Il primo luglio (data presunta di nascita) ha festeggiato i suoi 16 anni. 
Anche lei (come i tantissimi gatti che ho avuto e che tuttora ho) proviene da una colonia felina da me gestita in Udine per conto della associazione LAV.  Diana è stata salvata in extremis prima che sparisse anche lei, così come è successo alle altre due sorelline.

Recentemente è stata visitata dal nostro veterinario che è rimasto sorpreso dal buono stato di salute. In poche parole è stata definita una "giovincella"





HAPPY BIRTHDAY MR WHITE AND TROPI


Nel mese di giugno del 1997 , nel giardino di una casa incustodita, nasceva Mr White, un cucciolo di gatto bianco e morbido come un batuffolo di cotone. In quel giardino vi erano altri gatti, circa una ventina, purtroppo non sterilizzati. Erano rimasti orfani della padrona e ad accudirli c'era una vicina, amica della signora defunta,  che per affrontare l'impegnativa situazione "ereditata"  mi chiese di intervenire come LAV per far eseguire le sterilizzazioni dal servizio pubblico (leggi mio precedente post sulla storia di Rosita) Dopo qualche anno si presentò di nuovo il problema di trovare una nuova sistemazione al gruppo (ormai ridotto). Li portai quindi a casa mia sistemandoli nella struttura adibita appositamente per accogliere i gatti di colonia LAV (stanza, cortile, giardinetto, il tutto protetto da recinzione). Mr White ora è l'unico rimasto in vita di quel gruppo. E' un gatto forte anche se si nota che ha qualche acciacco, forse dovuto dall'età avanzata. Un anno e mezzo fa gli è stato tolto un adenocarcinoma con possibilità di riproduzione medio-bassa. Quindi si spera bene. Felv e Fiv sono negativi nonostante nel corso della sua vita abbia avuto contatti con gatti colpiti da queste malattie.  Tanti auguri quindi ai suoi 17 anni.


La data di nascita di Tropi nel mese di giugno è una data presunta ma abbastanza certa viste le dimensioni della gattina che poteva avere non più di un mese e mezzo. La micia era stata segnalata a me della LAV da una cittadina del Comune di Attimis che l'aveva trovata in strada investita. Intervenivano quindi i cinovigili che la portavano al canile sanitario di Udine dove purtroppo era assente il veterinario responsabile. Il veterinario che lo sostituiva in via eccezionale era un addetto al macello pubblico e quindi egli stesso mi consigliò, per una migliore diagnosi e cura di portarla in un ambulatorio privato. 
I raggi che il mio veterinario eseguì  mostrarono fratture multiple ad un'anca ma il problema più serio si riscontrava nella presenza di sangue nell'urina.  Questo poteva significare che non ce l'avrebbe fatta a sopravvivere a causa di probabile emorragia interna. Era il 25 luglio del 2003, periodo di vacanze estive. Il veterinario consigliò di tenere la gattina a riposo assoluto in una gabbietta. Lei però non ci voleva stare e girava in casa con la zampina dx a penzoloni. Soluzione: in braccio a papà (mio marito) che passò gran parte delle giornate di ferie seduto in salotto a vedere televisione e dormicchiare con la Tropi sulle ginocchia, l'unico modo in cui stava tranquilla. La gattina mangiava e la perdita di sangue dopo sei giorni cessò. Pian piano Tropi iniziò a camminare meglio. Dopo un tempo che non ricorco era del tutto guarita. L'unico handicap che ha è quello di essere capricciosa, esigente. L'abbiamo viziata troppo!!! Si vede dallo sguardo che è una furbona. 
Auguri Tropi per i tuoi 11 anni. 





I VENTI ANNI DELLA MIA FIAT PANDA SELECTA

BUON COMPLEANNO AMICA PANDA

Ha compiuto vent'anni la mia amica Panda. Infatti è stata immatricolata il 31 maggio del 1994.
E' una Selecta, cioè ha il cambio automatico. Inoltre ha il volante Guidosimplex coi comandi manuali adatti alle mie esigenze. 
Nonostante gli anni, la carrozzeria e gli interni sono ancora in ottime condizioni. Ovviamente non ha lo sprint di una volta ma è ancora efficiente tanto che l'autunno scorso ha passato il collaudo alla Motorizzazione.

Il giorno del suo compleanno ho immortalato i numeri dei chilometri percorsi nel momento più significativo cioè a 215.555 km (praticamente è come se avessi fatto più di 5 volte il giro della circonferenza terrestre). E si, ne ho fatta di strada con la mia Panda!  
La sua manovrabilità, l'assomiglianza ad una piccola fuoristrada (insieme al mio spirito avventuriero), mi hanno invogliata a percorrere luoghi a volte quasi impraticabili: mi sono addentrata in sentieri stretti, dissestati, circondati da fitta vegetazione e ho anche guadato  piccoli torrenti. Insomma le avventure con questa macchinetta non sono mancate. Come, tra l'altro, non è mai mancato  il dialogo con Lei. Si perché io con la Panda ci parlo, la incoraggio, la sprono, specialmente nei momenti in cui lo scatto, in mezzo all'inteso traffico, è indispensabile. E poi non posso che esserle riconoscente perché mi ha dato la possibilità di raggiungere obiettivi altrimenti impensabili.



LOCALITA' GODIA (UDINE) - SERVITU' DI PASSAGGIO OSTRUITA


E' dall'anno scorso che un confinante ci ostruisce la servitù di passaggio di metri 4 che noi abbiamo sulla sua proprietà.

Era il mese di aprile quando ha messo in fila, per una lunghezza di due metri circa, alcuni sassi di notevoli dimensioni.


La servitù in questione confina con un'altra servitù appartenente ad altre due proprietà. 
Quale sia l'intento di quest'azione rimane un mistero!
Certamente è provocatorio. In un certo senso il confinante vorrebbe costringerci a beneficiare della servitù attigua, cosa che non è corretta. 



Come se non bastassero i sassi, saltuariamente parcheggia l'auto in modo da ostruire tutti i quattro metri di diritto di servitù. In tal caso siamo costretti a beneficiare della proprietà altrui cosa che ha già provocato del malcontento.



Sono graditi suggerimenti sull'azione da intraprendere (quella legale ci è già stata prospettata dagli altri vicini)
Noi, per il momento, aspettiamo l'evolversi della situazione e intanto passiamo con la nostra auto entro i due metri rimasti liberi, cercando di non sconfinare. 
Una parolaccia non la scrivo, ma sono libera di pensarla!!!



UDINE - LOCALITA' GODIA - TROVATO MORTO GATTO MASCHIO TIGRATO (SABATO 10 MAGGIO)



Godia (Udine)
Questo micio, un maschio non sterilizzato, è stato investito in Udine nord (via La Spezia, località Godia) di fronte al distributore di benzina Agip. E' successo sabato 10 maggio, di notte. Quando l'ho spostato dalla strada era da poco morto perché era caldo e morbidissimo. Povero gattone. Chi sa se il proprietario o detentore lo cerca? 

Per info, sono rintracciabile su Facebook.

BUON COMPLEANNO NERINA E LAGNA, RISPETTIVAMENTE 17 E 16 ANNI



NERINA

E' nata agli inizi di maggio del 1997 quindi  in questo mese compie  17 anni. E' una gatta tutta nera coi baffi bianchi. Proviene da una colonia felina di Udine ed è stata raccolta e curata per fratture multiple a seguito di investimento in strada. Difficile farle le foto perché non sta mai ferma. Ha infatti un carattere estremamente affettuoso che la porta a cercare un disperato contato con noi e a strusciarsi in faccia.con un continuo chiacchierio.
LAGNA

E' nato nel 1998 nella stessa colonia di Nerina. Il 5 maggio compie 16 anni. Ha un carattere calmo e affettuoso. Talvolta però ha degli  scatti di diffidenza, per cui ci soffia. Molti anni fa è stato salvato in extremis dall'avvelenamento. Va in estasi quando lo pettiniamo. 



Nella foto accanto, Nerina e Lagna dormono insieme ma la loro stanza la condividono con altre due gatte, Diana e Tropi. Anche Diana è anzianotta e a luglio compirà 16 anni. Tropi invece è la più giovane di questo gruppo e farà gli anni il prossimo mese di giugno. 






UN BRAVO PAPA' - HA DATO LA SUA VITA PER SALVARE IL FUTURO NASCITURO


"Da allora non lo si vede più in giardino ma, ogni tanto, si sente un canto in lontananza e mi piace pensare sia lui e spero che il prossimo anno ritorni con la sua compagna per nidificare".

L'amico merlo
Questo è quanto scrivevo in un post dell'anno scorso riferendomi ad un caro amico merlo che frequentava il nostro giardino da almeno tre anni e che durante l'estate aveva nidificato due volte insieme alla sua compagna. 
Per la coppia di merli la crescita dei loro piccoli non era stata un'impresa facile. I due, infatti, erano stati sempre in allerta per prevenire la predazione delle uova e, successivamente, per tutelare i piccoli. Gatti, gazze e altri uccelli predatori erano spesso in agguato. Anche la temperatura, piuttosto elevava in quel periodo estivo, non è stata certo amica dei merli, anzi, penso sia stata la causa che ha portato alla morte il secondo piccolino. 
Dopo quella triste circostanza, mio marito ed io, oltre a voler sperare di rivedere la coppia con una nuova nidiata in giardino, ci siamo proposti, per l'anno successivo, di adoperare molti più accorgimenti per la tutela dei piccoli. Mai, però, avremmo potuto pensare che anche i merli adulti potessero essere vulnerabili. 

Siamo a metà marzo di quest'anno e la "nostra coppia di merli" non solo è ritornata in giardino ma sta anche facendo il nido, o meglio,  sta ristrutturando con della pagliuzza bagnata nell'acqua, il vecchio nido dell'anno scorso. 

Ovviamente, a noi questa posizione del nido non ci piace perché i gatti di zona hanno memoria e nel periodo della nascita dei piccoli non si faranno attendere. Poi c'è un altro problema: la siepe di lauro. Il lauro dovrebbe essere più folto in questo periodo invece il fogliame ancora non si è ben sviluppato ed il nido è facilmente visibile agli uccelli predatori. 
Nei primi giorni di aprile ci accorgiamo della presenza di alcuni  uccelli che svolazzano intorno al nostro giardino: una coppia di tortorelle e una coppia di gazze. E si, proprio loro, le gazze. Questo non ci voleva. 


Nido sulla Lagerstroemia e l'uovo rotto
La mattina del 3 aprile mio marito decide di controllare il nido per accertare la situazione, visto che non si notava la presenza dei merli. Raggiunto il nido con una scala, scatta una foto dell'unico uovo azzurrino che purtroppo era già rotto e svuotato.
Due o tre giorni prima, stando in casa, avevo sentito un breve bisticciare fra merli e gazze ma una volta uscita per controllare, tutto era finito. Evidentemente quel giorno le gazze avevano attaccato il nido in modo fulmineo e devastante. 
La sera, guardando dalla finestra della cucina, da cui si può vedere la vaschetta con acqua messa appositamente in giardino per gli uccelli, notiamo il merlo maschio che sta dentro la vaschetta. Sul momento proviamo gioia per la sua presenza. Poi ci viene in mente la scena del suo piccolo che l'anno scorso prima di trovarlo morto aveva passato molto tempo in acqua. Evidentemente qualcosa era successo nei giorni passati tant'è che la mattina del 4 aprile il nostro caro merlo giaceva morto sotto l'albero che reggeva il suo nido. Proprio nello stesso posto dove era morto il suo piccolino.
La ferita del merlo
Che abbia avuto qualche malattia? Questo non lo so. Quello che è certo è che aveva sul dorso un duro rigonfiamento con una ferita centrale. E' probabile, quindi, che abbia avuto una beccata da una gazza mentre da buon padre cercava di difendere il suo nascituro.

In questi giorni di fine aprile il canto del nostro caro merlo ci manca ma il fischio della sua compagna si sente spesso (proviene dal retro della nostra casa) e questo ci commuove perché significa che lei è rimasta legata al suo ambiente e alle sue abitudini. Nel recente video la si intravede mentre fa il bagno nella vaschetta del nostro giardino.


La merla fa il bagno



GATTO STRIATO BRUNO INVESTITO IN LOCALITA' GODIA (UDINE NORD) LA NOTE DI LUNEDI' 31 MARZO

Percorrendo via La Spezia, in località Godia, ho trovato questo povero gatto investito (non ho accertato il sesso)
Per evitare che venga ulteriormente travolto, l'ho spostato nell'area verde. Pubblico questa foto affinché l'eventuale proprietario ne sia informato. Più precisamente, il gatto è stato investito all'altezza del bivio fra via La Spezia e via Liguria. (pubblicato anche sulla mia pagina Facebook)



11 MARZO 1924 - 11 MARZO 2014


OGGI 11 MARZO 2014
AUGURI MAMMA PER I TUOI 90 ANNI





8 MARZO - NEL FIRMAMENTO C'E' UNA NUOVA STELLA


Anche la micia Stella ci ha lasciati. E' il quinto animaletto che ci muore dall'inizio dell'anno. Stella aveva la leucemia e anche l'insufficienza renale ma tirava avanti da diversi anni sostenuta da periodiche cure e un'alimentazione adeguata. L'avevo raccolta in una colonia felina del gemonese nel periodo in cui effettuavo le sterilizzazioni per conto dell'associazione LAV. Nel 2004 aveva pochi mesi quando l'affidai ad una volontaria che però dopo breve periodo me la restituì. Così, nonostante di gatti in casa ne avevo già tanti, l'accolsi volentieri. Da allora Stella divenne la preferita di mio marito che, per il caratteristico atteggiamento della gatta, l'aveva soprannominata 'la superba'. Stella brilla dall'8 marzo in cielo. E' una nuova stella.

MENNEA, DIEGO, ROSITA, GLAUCA

In un mese, dal 21 gennaio al 20 di questo mese di febbraio, quattro dei nostri amori se ne sono andati. 
Ogni volta che la vita di questi nostri animaletti si spegne (ne abbiamo avuti tanti in trent'anni e parecchi ne abbiamo ancora), in noi rimane un grande vuoto, una profonda astinenza d'effetto che riusciamo a sopportare grazie all'affetto che ci dà il resto della "banda" di animaletti. Uno scambio d'affetto comunque reciproco perché anche i nostri gatti soffrono quando viene a mancare un loro compagno o un familiare. 
E così,  mentre cerchiamo di affievolire  l'angoscia con bacetti, carezze e coccole,  scorrono nella nostra mente le immagini e le voci dei nostri amorini deceduti. E se la memoria dà qualche segno di cedimento, ecco che le emozioni, registrate con la moderna tecnologia, si possono rivivere come se si tornasse indietro col tempo.

MENNEA
Proveniva da una colonia felina di San Pietro al Natisone. Era nato il 27.4.2005 insieme a sua sorella Venus (una bellissima tricolore chiaro, purtroppo morta anch'essa lo scorso anno per improvviso deperimento) Sua mamma, Nova, (tutt'ora in vita) aveva avuto un parto difficile ed era stata operata due volte per prolasso del colon. Anche Mennea, nella sua non lunga vita, aveva avuto diversi problemi di salute con sintomi spesso strani e non individuabili con gli accertamenti clinici. Era risultato negativo al Felv e Fiv ma aveva un inizio di insufficienza renale. Saltuariamente risultava anche anemico. Il 21 gennaio scorso, a seguito di grave malessere con lamenti strazianti, moriva in ambulatorio veterinario. Risultò fortemente anemico e con una emorragia addominale. Nonostante i problemi di salute, Mennea era un gattino molto vivace e affettuoso. Per mangiare  il suo cibo dietetico, separatamente dai suoi amici, Mennea usciva dalla cameretta, percorreva con grande velocità due corridoi ed entrava in cucina, non dimenticando mai di dare una strusciata a Rambo, il nostro meticcio biondo, che incontrava durante il percorso.  

DIEGO
Fratellastro di Mennea. Era stato adottato da Nova nel periodo di allattamento dei suoi due piccoli. Diego era un trovatello di pochi giorni di vita, recuperato da un cassonetto. E' sempre stato un po' aggressivo nei confronti dei suoi compagni. e anche con noi non era molto "delicato". In pratica, ci dimostrava il suo affetto  mordendoci un po' troppo!!! 
Non aveva mai dato segni di problemi di salute. Il 28 gennaio iniziò a non mangiare. Febbre alta, colore della cute giallo. Diagnosi: ittero. Quindi: cura antibiotica, flebo, ecc. Niente da fare, si aggrava e soffre. Il 10 febbraio si decide di farlo addormentare.

ROSITA
La nonna, la più vecchiona di tutti. 
Era nata il 1.4.1997, avrebbe quindi compiuto a breve 17 anni. Proveniva da un gruppo felino vicino casa mia. Un gruppo che  con gli anni subì diversi passaggi di mano. Un'anziana signora di via Liguria in località Godia a Udine alla sua morte lasciava in consegna una ventina di gatti ad una vicina amica, la signora Danila, la quale chiedeva l'intervento pubblico di sterilizzazione. Intervenivo io come volontaria per conto della associazione LAV. Correva l'anno 1998. Dopo diversi anni di gestione in loco, la Danila, ormai anziana, mi supplica di prendere in consegna i pochi gatti rimasti prima che facessero una brutta fine, visto che lei si trasferiva dalla figlia  e vendeva casa. La Rosita era una di quel gruppo. Una gattina stupenda ma selvatichina. D'altronde tutti i mici erano sempre vissuti allo stato libero.Anche lei una gatta in buona salute. Poi verso il 2007 i primi problemi. Gengivite, stomatite che curavo periodicamente con antibiotico e cortisone. A metà gennaio si riacutizzano i problemi. Mangia poco, beve, dimagrisce. Le cure non agiscono. Si aggrava. Dolce sonno anche per lei, il 17 febbraio scorso.
Negli ultimi anni era diventata cocolona e faceva da nonna alle gattine più giovani come la Checa che è cieca e che ha bisogno più degli altri mici di contatto fisico per essere rassicurata.
Del vecchio gruppo di via Liguria rimane ancora in vita Mr White che compierà 17 anni a maggio!!!

GLAUCA
Una brava mamma e una grande amica. Affettuosa al massimo. Prima i baci a noi, poi il cibo. Sempre contenta con le zampine anteriori che "facevano la pasta". Eppure ne aveva di problemi che si portava appresso da una vita dura passata in colonia (nata probabilmente intorno al 2002). Una infiammazione cronica alle vie respiratorie (il rumore del suo respiro si sentiva a distanza) e poi un probabile trauma al muso che lei spesso  appoggiava delicatamente sulle superfici fredde, forse per alleviare il dolore. Felv e Fiv negativi.
Proveniva da Santa Caterina di Campoformido. La colonia si trovava in un'area privata. I mici si rifugiavano sotto una tettoia appartenente ad una ditta. A dare loro da mangiare vi erano dei giovani dipendenti che però non avevano cura di ritirare gli avanzi di cibo. La situazione di scarsa igiene coinvolgeva quindi i piccoli che ben presto, dopo la nascita, morivano attaccati dalle larve delle mosche. Iniziai le sterilizzazioni con l'aiuto di Ambra, una giovane volontaria. E' stata lei a dare il nome a Glauca. Per salvare però questa micia e i suoi cuccioli decisi di portarli tutti a casa dove è vissuta tranquilla e protetta.
A metà di questo mese di febbraio anche Glauca iniziò a non stare bene e a rifiutare il cibo. I raggi mostrarono la presenza di un'area opaca nell'addome. Le varie cure non servirono a nulla. Il 20 febbraio se ne andò, tre giorni dopo Rosita.
I suoi due figlioletti, Checa e Maradona, ora sono rimasti senza la loro mamma.

Ciao bimbi nostri. Se gli animali umani fossero come voi, il mondo sarebbe migliore.